Mi hanno chiamato Ercole: mio padre era un uomo alto e robusto, spalle larghe, un dorso dritto come una tavola da surf, piedi 46 piantati dentro due scarponi su miusra. Mia madre era una cestista: quando andava a fare shopping dovevano spegnere le luci nei camerini per evitarle ustioni alla faccia.

Decisero di chiamarmi Ercole. Quando mi estrassero dalla pancia di mia madre mio padre dovette coricarsi accanto a lei per lo shock: ero così leggero che una folata di vento proveniente dalla finestra a fianco per poco non mi sbalzò via dalle braccia della levatrice, così piccolo che avrebbero potuto infilarmi in una delle scarpe di mio padre.

Ma mio padre era un uomo pieno di fiducia nel destino. "Crescerà" disse a mia madre, ancora incredula. "E' tutta una questione di alimentazione: anche mio cugino Germano quand'è nato era una scricciola e adesso fa il lottatore di sumo. E Evaristo, che era il più piccolo della sua classe, ora fa la controfigura di Shaquille O'Neal nelle scene hard.

Continua nella prossima puntata ...